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Ciò
che ha sempre caratterizzato la mia pittura è stato sicuramente il colore,
prima in modo diverso, più definito, più coprente, dato dall’insieme di
tonalità perlopiù sgargianti. Astratti o figurativi non importava, o non
importa, era ed è una continua ricerca, rincorsa, ripresa. Anche quando il
cerchio sembra chiudersi mi ritrovo al punto di partenza: il figurativo
sembra voler tendere all’astratto, lasciando sempre più indietro le forme
e dando maggior spazio alle macchie di colore; l’astratto sembra voler
tornare al figurativo: componendo sempre più le macchie esse assumono
inevitabilmente una forma.
Allora ciò che cerco di fare è gestire le due cose fino ad unirle,
fonderle insieme, per avere volti di persone formati da semplici macchie,
piccole o larghe pennellate che compongono un viso comunque espressivo. Ecco
perché i miei quadri si fanno sempre meno finiti, il colore si mangia
sempre più le figure, come a dirmi che non ha bisogno di loro. Lascio
sempre più spazio all’immaginazione dell’osservatore, che guardando il
quadro, a seconda del colore di fondo s’inventa scenari diversi, storie
diverse. In realtà è il colore il vero protagonista del dipinto, che io lo
voglia o no.
Monica Scaglione, luglio 2008 |